venerdì 27 gennaio 2012

la giornata della memoria



Auschwitz, 1943



Palestina, 2011

“Immagina di mettere dei gattini in una scatola di cartone, di chiuderla, sigillarla e poi saltargli sopra, schiacciando coi piedi fino a che non senti il rumore delle ossicina. Se io filmassi la scena e la pubblicassi sul web, diventeresti in breve il peggior mostro criminale del mondo, cui augurare l’impiccagione, la sedia elettrica o peggio. Ecco, gli israeliani hanno fatto lo stesso in passato con i bambini palestinesi, radunandoli in una scuola, chiudendo le vie d’uscita e poi bombardandola dall’alto fino a lasciarne solo macerie. Ma nessuno a riguardo solleva alcuna polemica”

Questo, che cito a memoria, era un aneddoto contenuto nel blog di Vittorio Arrigoni riferito al dialogo fra lo stesso Vittorio e un vecchio palestinese, e credo che servano pochi commenti. Oggi è “la giornata della Memoria” delle vittime della Shoah e i Monti e i Napolitano (con lacrima, of course), sono in testa ai cortei dell’ipocrisia, seguiti dal gregge, più o meno sincero, e dalle twittate/facebookkate provenienti da tutto il mondo, magari accompagnate da una canzone di Guccini e seguite cinque minuti dopo da una twittata/facebookkata su una ragazza con delle belle tette o sulla trattativa per Tevez.

“Non dimenticare” è il motto comune, e naturalmente non ci si può che unire al ricordo di tante vittime innocenti, colpevoli solo di essere ebree, omosessuali, comuniste o zingare (anche se le ultime tre opzioni se le dimenticano quasi sempre). Ma noi che abbiamo nel DNA quello di “rompere i coglioni” non possiamo certo non constatare che l’appello “perché certe cose non si ripetano più” è già stato bellamente ridicolizzato, da Israele in primis, e dai loro alleati storici, che attualmente compiono analoghe torture e identici massacri verso altre popolazioni del 2000, siano esse iraquene, libiche o afghane.

E l’Italia non è certo esente da una partecipazione attiva, grazie ai “nostri ragazzi” che, non per niente, affiggevano ai muri delle loro camerate afghane simpatici tricolori ornati di celtiche e svastiche richiamanti al regime tedesco degli anni ’40.

Quello che una volta si chiamava “nazismo”, e che è universalmente riconosciuto come “il Male” anche dai film di Indiana Jones o dei Blues Brothers, oggi ha assunto le più tranquillizzanti forme di NATO o “Comunità Internazionale”. Per questo ha carta bianca e, cosa ancor più grave, nessun nemico d’alto rango pronto a combatterlo, ma solo resistenze locali armate alla bell’e meglio.

Con la memoria del passato si offusca il presente per nascondere nefandezze simili o ancora maggiori: fa parte della strategia di chi in passato combatteva il nazismo. Per prenderne il posto, in tutto e per tutto.

3 commenti:

Dea ha detto...

fa più SOLDI far ricordare qualcosa piùttosto che un'altra.

Dea ha detto...

e mi chiedo se invece di farlo ricordare agli altri, i potenti non vogliano ricordarlo loro.. perché quel pazzo tedesco, quella manica di pazzi sanguinari sadici repressi di nazisti e fascisti, non lavoravano certo di nascsto, a tutti faceva comodo quello scempio... in cui morivano tutti non solo ebrei. mi chiedo, oggi, se non fosse stato tutto studiato a tavolino un massacro del genere, perché gli ebrei stavano e stanno sul cazzo a molti. forse adesso sono cambiati gli interessi, e i potenti sono dei bei leccaculo. mi scuso per la volgarità, ma non ho altro modo per definire l'ipocrisia e la falsità. buongiorno.

Chica ha detto...

"Ma noi che abbiamo nel DNA quello di “rompere i coglioni”.......ecco, cosa ci accomuna, a parte la sociopatia.....:)